L’incontro si propone di presentare la nascita della “Musica concreta” nella Parigi degli anni ’50: un’esperienza musicale e di ricerca che raccoglie l’eredità delle avanguardie del Novecento, ivi compresi i Futuristi, e che avrà una ricaduta cruciale per lo sviluppo delle successive tendenze, dalla musica elettronica al sound-design, dal Cinema alla musica di consumo.
Il Celacanto: un pesce che si credeva estinto insieme ai dinosauri, dimenticato nella leggenda e poi ricomparso alla nostra vista, reale anche se schivo, e assai longevo, fino a toccare i cento anni d’età.
Molte “divine opere” dell’ingegno umano, nella musica, nell’arte, nella cultura in genere, talvolta vengono credute estinte, quando invece, emergendo da una moltitudine di documenti, oppure sbucando dal muro di nebbia del tempo, si ripropongono come vive testimonianze che possono riservare preziose sorprese.
L’Associazione Celacanto è nata a Brescia da un gruppo di amici curiosi, accomunati dalla passione a trecentosessanta gradi per la cultura, e consapevoli della necessità continua di un dialogo fra le varie branche del sapere, perché l’una non esiste senza l’altra.
Nostra finalità è lo sviluppo e la diffusione della cultura attraverso lo studio, la ricerca, il dibattito, le iniziative artistiche, la formazione e l’aggiornamento.
Ci proponiamo quindi di organizzare e/o partecipare ad eventi musicali, letterari, teatrali e folcloristici, di realizzare e valorizzare progetti, iniziative e servizi nei settori della cultura, delle arti e dello spettacolo.
Ideatrice e Presidente dell’Associazione è Anna Compagnoni
“Musica al tempo di Vincenzo Capirola” Grazie al #corpomusicalelenese per l’organizzazione impeccabile e al numeroso pubblico intervenuto nonostante la pioggia! Foto di Giorgio Gregori
Grazie al prof Guglielmo Giumelli per l’interessante relazione sui diritti degli anziani tenuta ieri sera al Mo.CA. Un grazie speciale ad Elena Bettinetti che è spiritosamente entrata nel tema della serata narrando le vicende del buon vecchio Alan Karlsson, il “centenario che scappò dalla finestra e scomparve”.
Anni cupi, quelli vissuti da Benvegnuda Pincinella! Lutero, al nord, ha appena sferrato l’ennesimo colpo all’unità della Chiesa di Roma, e l’inquisizione cattolica ha avuto una recrudescenza. Anche Brescia non ne è immune, infatti pochi giorni prima dell’esecuzione di Pincinella, in Valcamonica vengono mandate al rogo ben otto donne accusate di partecipare al Sabba, al passo del Tonale, in presenza del demonio.
Lo spettacolo vuole dar voce a questa donna straordinaria, profonda conoscitrice delle virtutes herbarum, e, come tale, punto di riferimento per la collettività: l’attività di guaritrice di Pincinella gode infatti di una certa fortuna sia tra il popolo sia tra i ceti più elevati, ma non certo presso la Chiesa per la quale aveva tutte le caratteristiche di una strega.
Pincinella viene processata una prima volta nel 1509, tuttavia, contravvenendo al decreto restrittivo, continua ad esercitare e si reca anche in Trentino per curare un infermo. Nel 1518, così, su delazione di un compaesano, l’Inquisizione comincia a raccogliere prove contro la presunta stria, che viene in breve tempo arrestata, torturata e condannata al rogo con l’accusa di stregoneria.
Conosciamo la storia di Benvegnuda Pincinella dagli atti processuali, che costituiscono l’ossatura dello spettacolo.
Ne vengono letti stralci (a cura di Giuseppina Turra), alternati ad interventi musicali (al liuto rinascimentale Anna Compagnoni, musiche del liutista bresciano Vincenzo Capirola, del quale ricorrono proprio quest’anno 550 anni dalla nascita).
Introduzione allo spettacolo a cura di Annalisa Voltolini.
Organizzazione a cura di Associazione Culturale Celacanto APS e Amici della Cascina Riscatto ODV, con il sostegno di Fondazione della Comunità Bresciana.